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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Seconda parte - Il mercato dell'offerta
Prodotti strutture e reti
Capitolo 3 - Dalla produzione al consumo
Il calendario delle uscite e le strategie di marketing

In questa ricerca di spazi di visibilità e profittabilità ricopre un ruolo centrale la cadenza temporale delle prime uscite. L'afflusso crescente di debutti ha in effetti avviato un processo di modificazione nella stagionalità dei listini e nella periodicità dei lanci, teso a comporre – non sempre in modo lineare e non senza resistenze – un calendario in cui l'industria cinematografica "spalma" appuntamenti e scadenze (anche in termini di flussi di cassa) in misure diverse, soprattutto per quanto riguarda i mesi estivi di luglio e agosto tradizionalmente poveri di proposte attrattive.

Ma la stagionalità non è una stanza di compensazione. Certamente connesso all'aumento dell'offerta filmica, il problema della stagionalità non va in realtà rapportato alla proliferazione di titoli low cost, perché queste opere vengono editate in genere in un numero di copie insufficiente a conquistare di per sé visibilità e non influenzano pertanto gli indici d'affollamento né quelli economici al box office. È piuttosto un tema che ha a che fare con lo sfruttamento del listino delle opere a maggiore capacità d'attrazione, in grado potenzialmente anche di creare più interesse (e massa critica di pubblico) sull'offerta alternativa costituita dagli altri titoli in cartellone nello stesso periodo.
Rispetto al 2013, si sono registrati nel 2014 lievi sussulti di cambiamento (tavola 16). La distribuzione di film nazionali (composta complessivamente da 180 lungometraggi) ha puntato di più sui mesi di marzo, aprile, maggio e ottobre, mentre quella dei titoli esteri (523 in totale, con quelli statunitensi a fare da testa di ponte) sono tornati a prediligere oltre a maggio e giugno, il trimestre ottobre-dicembre con un flusso del 27,7% di opere, contro quello del 26,9% di origine italiana.

cap03-16

Anche se le case estere sono più coraggiose. Gli apporti stranieri si sono viceversa confermati molto più intensi nei due mesi caldi (ma i più freddi per il botteghino) di luglio e agosto, sui quali è confluito l'11,47% delle uscite, a confronto di una circolazione di prime visioni italiane a saggi di convergenza del 5,55% davvero avari. La distribuzione estera si mostra in sostanza più coraggiosa di quanto non appaia quella nazionale, molto più ancorata a quei consolidati vincoli che determinano le condizioni di mercato, legate principalmente alle preferenze e opportunità di frequentazione che il pubblico osserva secondo i diversi periodi dell'anno. E fino a quando saranno considerate invalicabili, difficilmente nello scacchiere – per quanto delicato – della distribuzione si tenterà un riposizionamento dell'offerta.

Titoli top a cadenza fissa. D'altro canto va sottolineato che dalle classifiche dei primi 100 film al box office non si rileva da un anno all'altro alcun scostamento fra le loro quote secondo la mensilizzazione dei loro lanci. Il 70% continua a presentare i mesi di entrata in circolazione di dicembre (16%), settembre e novembre (entrambi all'11%), gennaio e febbraio (10% ogni mese) e le quattro settimane che collegano aprile e maggio (12%). Altrettanto stabile rimane la calendarizzazione delle uscite focalizzata sui titoli "Top ten" dell'anno. Nel 50% dei casi il primo giorno di programmazione dei dieci film che guidano la graduatoria dei campioni d'incassi si colloca fra il 5 dicembre e il 5 gennaio; nel 25% fra ottobre e novembre; nel 12,5% a febbraio e nell'ultimo 12,5% fra aprile e maggio.

 

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