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Testimonianze
CFS Legal - Il nuovo regolamento AGCOM in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica: un'opportunità contro la pirateria informatica (anche) per produttori, distributori e titolari di libraries cinematografiche

1. Il Regolamento AGCOM in generale

Il 12 dicembre 2013 l'AGCOM (di seguito anche "Autorità") con Delibera n. 680/13/CONS ha finalmente varato il Regolamento in materia di tutela del diritto d'autore sulle reti di comunicazione elettronica e procedure attuative ai sensi del Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70 (di seguito anche il "Regolamento") poi entrato in vigore il successivo 31 marzo 2014.
Si tratta di uno strumento agile, rapido, efficace, incisivo ed economico contro tutte le violazioni di diritto d'autore e diritti connessi attuate sulle reti di comunicazione elettronica e commesse (i) attraverso i servizi dei cosiddetti ISP (Internet Service Provider) o (ii) attraverso quelli dei fornitori di servizi media audiovisivi e radiofonici. Per esigenze di sintesi concentreremo la nostra analisi solo sulle violazioni commesse attraverso gli ISP.
L'impostazione generale del Regolamento s'incentra essenzialmente sulla immediata rimozione dell'illecito e sulla prevenzione di nuove violazioni, offrendo agli aventi diritto (titolari dei diritti o licenziatari) un procedimento capace di proseguire di ufficio dopo l'iniziale segnalazione da parte del content owner, dispensando il titolare dei diritti da attività volte alla notifica e da oneri istruttori, e destinato a consumarsi in tempi assai brevi e quindi con costi che appaiono molto competitivi rispetto ai corrispondenti strumenti posti a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Nota distintiva rispetto agli omologhi enforcement amministrativi degli altri Paesi, e segnatamente di quello statunitense in materia di diritto d'autore, è la mancanza, quale precondizione per rivolgersi all'Autorità, dell'esperimento di una procedura di notice e take down (letteralmente "segnalazione e rimozione") da espletarsi presso l'ISP. Nello schema di Regolamento iniziale questa fase era contemplata come un vero e proprio sub-procedimento la cui attivazione da parte di colui che si proclamava vittima dell'altrui condotta illecita era indispensabile per il successivo (ed eventuale) avvio dell'iter procedimentale innanzi all'Autorità. Il predetto sub-procedimento consisteva in una richiesta di rimozione dell'opera digitale oggetto del presunto illecito rivolta dalla vittima al gestore del sito presso il quale, in ipotesi, si sarebbe consumata la violazione. Se, dopo quattro giorni, la richiesta di rimozione non fosse stata evasa, il titolare del diritto d'autore avrebbe potuto rivolgersi all'AGCOM.
Nel vigente Regolamento questa fase preliminare non è più prevista. L'Autorità ha, infatti, ritenuto di stralciarla per ragioni di celerità. Chi scrive concorda con tale decisione.

2. La procedura disciplinata dal Regolamento

Analizziamo ora nel dettaglio in cosa consiste la procedura disciplinata dal Regolamento. Il Regolamento disegna una struttura procedurale bifasica che vede la Direzione "Servizi Media dell'Autorità" svolgere l'attività istruttoria e il Collegio dell'Autorità stessa adottare la decisione finale.

LA FASE ISTRUTTORIA

Il procedimento può avere inizio esclusivamente su istanza di parte che deve contenere una sommaria descrizione dell'opera dell'ingegno che si assume diffusa in violazione della legge sul diritto d'autore (ad esempio nel caso di film-lungometraggio il titolo e la data di produzione) e l'indirizzo web (URL) dove è riscontrabile la copia "pirata" dell'opera. All'istanza devono inoltre essere allegati:

  • Modulo elettronico dell' istanza.
  • Modulo precompilato per la dichiarazione di veridicità dei dati forniti.
  • Atto comprovante la titolarità del diritto d'autore o dei diritti connessi o relativa di chiarazione da parte del soggetto istante.
  • Copia del mandato, della procura o della delega conferiti al soggetto istante da ogni titolare del diritto.
  • Screenshot, ovvero l'immagine che cattura l'istantanea di ciò che viene visualizzato su un dispositivo video (monitor del PC, televisore, ecc.).

Si noti, che, all'insegna della semplificazione, in luogo della documentazione (titoli di provenienza) attestante la titolarità del diritto in capo al content owner, è sufficiente un'autodichiarazione in tal senso da parte dell'istante (che ovviamente risponderà anche penalmente in caso di dichiarazioni mendaci).
L'istanza viene quindi sottoposta a una verifica di ammissibilità: la Direzione deve infatti disporne l'archiviazione se (i) irricevibile (qualora vi siano carenze nella compilazione della domanda e nei documenti a corredo), (ii) improcedibile (qualora sia già pendente un giudizio innanzi all'autorità giudiziaria ordinaria), (iii) inammissibile (in quanto non riconducibile all'ambito di applicazione del Regolamento) o (iv) manifestamente infondata.
In assenza di tali elementi impeditivi, la Direzione deve accertare la fondatezza dell'istanza. Se l'accertamento ha esito positivo, termina la fase preistruttoria e il procedimento viene avviato attraverso una comunicazione ai prestatori di servizi individuati all'uopo e, se rintracciati, all'uploader e ai gestori della pagina e del sito internet.
In particolare, la comunicazione di avvio del procedimento (che per esigenze di celerità viene pubblicata online sul sito web dell'Autorità www.agcom.it) deve contenere: (i) l'esatta indicazione dei programmi o delle opere dell'ingegno che si assumono diffuse in violazione della legge sul diritto d'autore; (ii) le disposizioni della legge sul diritto d'autore che si assumono violate; (iii) la sommaria esposizione dei fatti e delle verifiche condotte; (iv) l'indicazione dell'ufficio competente e del responsabile del procedimento al quale è possibile presentare eventuali controdeduzioni, (v) il termine di conclusione del procedimento. Con il medesimo atto la Direzione informa i destinatari circa la possibilità di adeguarsi spontaneamente alla richiesta dell'istante (per finalità illustrative si riporta in nota uno stralcio di una comunicazione di avvio di procedimento pubblicata il 15 giugno 2015) Finalità della comunicazione è quella di consentire agli ISP di attivarsi prima della conclusione del procedimento e all'uploader e ai gestori della pagina e del sito internet, oltre che di adeguarsi spontaneamente, di presentare osservazioni nel merito della supposta violazione.
Nel termine di 5 giorni lavorativi dalla comunicazione di avvio del procedimento, i destinatari possono contro-dedurre in merito alla contestata violazione, inviando alla Direzione ogni elemento utile ai fini del relativo accertamento.1.

LA FASE DECISIONALE

Conclusa la fase istruttoria, la parola passa al Collegio, il quale, valutata la proposta formulata dalla Direzione assumerà la decisione finale, che potrà tradursi nell'archiviazione qualora non ritenga sussistente la violazione del diritto d'autore. In caso contrario – nel rispetto dei principi di gradualità, proporzionalità e adeguatezza – ordinerà agli ISP di impedire la violazione o di porvi fine.
Il potere dell'AGCOM è piuttosto penetrante posto che, per le violazioni online può ordinare all'ISP di rimuovere le opere digitali o, in caso di violazioni di carattere massivo, di disabilitare l'accesso alle stesse. In particolare, qualora il sito sul quale sono rese disponibili opere digitali in violazione del diritto d'autore o dei diritti connessi sia ospitato su un server ubicato nel territorio nazionale, sarà ordinato agli ISP che svolgono attività di hosting di provvedere alla rimozione selettiva delle stesse opere digitali. In presenza di violazioni di carattere massivo (riferite cioè alla illecita presenza di molteplici opere protette sul medesimo sito), il Collegio può ordinare agli ISP di provvedere, in luogo della rimozione, alla disabilitazione dell'accesso alle suddette opere digitali mediante blocco del relativo DNS (Domain Name System). Qualora il sito sul quale sono rese illecitamente disponibili opere digitali sia ospitato su un server ubicato fuori dal territorio nazionale, l'Autorità può ordinare agli ISP che svolgono attività di mere conduit di disabilitare l'accesso (per finalità illustrative si riporta in nota uno stralcio di un provvedimento reso ai sensi degli articoli 8, commi 2 e 4 e 9 comma 1 lett. d) del Regolamento)2.
In caso di inottemperanza ai suddetti ordini l'Autorità può applicare la sanzione prevista dall'art. 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249 ovvero una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 10.329,14 euro a un massimo di 258.228,45 euro e la comunicazione agli organi di polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 182-ter della legge n. 633/41.

3. Considerazioni conclusive

Come riferito in precedenza, non nascondiamo il nostro ampio apprezzamento per uno strumento di repressione di condotte abusive online così rapido ed efficace come quello offerto dal Regolamento AGCOM oggetto del presente commento.
Secondo i dati offerti da AGCOM (si legga la tabella successiva, aggiornata al 19 giugno 2015) ad oggi sono pervenute all'Autorità 284 istanze di violazioni online (di queste, ben 134 – circa il 48% – afferenti violazioni commesse in relazione ad opere audiovisive). Fra queste: 62 si sono concluse con ordini di disabilitazione dell'accesso e 81 sono state archiviate in via amministrativa per adeguamento spontaneo.
Si tratta ancora di numeri modesti ma che crediamo destinati a crescere esponenzialmente in virtù della facilità ed economicità di accesso a questa forma di tutela repressiva della pirateria informatica.
Come tutti i buoni provvedimenti di questo Paese, però, il Regolamento si è subito collocato al centro di un aspro dibattito nell'opinione pubblica ad opera del solito partito degli ultra garantisti che ha sollevato numerose questioni giuridiche che vanno dall'esistenza di un'adeguata base legislativa per l'esercizio, da parte dell'Autorità, del potere regolamentare in questo ambito, all'opportunità di un tale intervento, all'adeguatezza del bilanciamento tra diritti fondamentali operato attraverso queste norme, alla violazione della riserva di giurisdizione.
Apprendiamo dalla stampa che il Regolamento ancor prima di entrare in vigore è stato impugnato innanzi al Giudice Amministrativo da alcune associazioni a tutela della libertà di espressione su internet (ANSO-Associazione Nazionale Stampa Online, FEMI-Federazione Media Digitali Indipendenti, Altroconsumo, Movimento Difesa del Cittadino, AssoproviderAssociazione Provider Indipendenti, Assintel-Associazione nazionale imprese ICT, Confcommercio). Il Regolamento è stato anche impugnato da Sky Italia con ricorso straordinario al Capo dello Stato per quanto riguarda le disposizioni sui servizi media.
Poiché, per quanto detto, fosche nubi si addensano sul futuro del Regolamento (quantomeno nella sua attuale – e virtuosa – formulazione) consigliamo tutti i titolari di diritti su opere audiovisive vittime di pirateria informatica di attivare immediatamente l'istanza all'Autorità ai sensi del Regolamento.

test-06

1Prot. n. DDA/____del 15 giugno 2015 Comunicazione di avvio del procedimento istruttorio relativo all'istanza DDA/_____ ai sensi del combinato disposto dell'articolo 7 del Regolamento allegato alla delibera n. 680/13/CONS e dell'articolo 8, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241. (Procedimento n. ______) Con istanza DDA/____, acquisita con prot. n. DDA/____ del 10 giugno 2015, è stata segnalata da_________, giusta procura della società _______, detentrice dei diritti di sfruttamento sulle opere oggetto di istanza, la presenza, sul sito www.______, in presunta violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633, di opere di carattere audiovisivo, tra le quali sono specificamente indicate le seguenti: "______", alla pagina internet http://_____ "________", alla pagina internet http://_______/ "_______", alla pagina internet http://_________/ "_______", alla pagina internet http://________ "_____", alla pagina internet http://_________. Dalle verifiche effettuate sul sito oggetto dell'istanza, emerge che sono effettivamente presenti, alle pagine internet sopra indicate, riproduzioni delle opere audiovisive sopra elencate e che le stesse appaiono diffuse in presunta violazione degli articoli 2, comma 1, n. 6), 12, 13, 16 e 78-ter, lett. a) e d), della citata legge n. 633/41. Dalle verifiche condotte risulta, altresì, che i tempi di immissione sul mercato delle opere oggetto di istanza sono recenti e che le stesse sono attualmente disponibili sul catalogo online ovvero sui palinsesti dei soggetti che offrono legalmente tali opere. Dalle suddette verifiche risulta, altresì, quanto segue: il nome a dominio del sito internet www.________.it risulta registrato dalla società ____ LTD., raggiungibile alla mail ______@_________, per conto della ___________ Inc., specializzata nella fornitura di servizi di anonimato in rete attraverso sistemi di mascheramento dei dati dell'utente, con sede a ______, Queensland, l'indirizzo di posta elettronica è ______________; le opere oggetto dell'istanza sono rese disponibili dalla piattaforma online Cacaoweb, il cui indirizzo di posta elettronica è _________; i servizi di hosting e i server impiegati risultano verosimilmente afferenti alla società ______ Inc. con sede a Phoenix, Arizona, Stati Uniti d'America; l'indirizzo di posta elettronica indicato è _____; il 63,7% dell'utenza risulta stabilita sul territorio italiano. La scrivente Direzione ritiene che la predetta istanza non risulti irricevibile, improcedibile, inammissibile, né manifestamente infondata, e che sussistano pertanto i presupposti per l'avvio del procedimento, ai sensi dell'art. 6, comma 7, del Regolamento in oggetto. Gli elementi sopra richiamati in ordine alla gravità della violazione inducono la Direzione, sulla base di una prima e sommaria cognizione dei fatti oggetto di istanza, a ritenere che i fatti stessi configurino un'ipotesi di grave lesione dei diritti di sfruttamento economico delle opere digitali oggetto di istanza, e pertanto siano tali da giustificare l'applicazione dei termini abbreviati di cui all'art. 9 del Regolamento. Si comunica che, ai sensi dell'art. 7, commi 2 e 3, del richiamato Regolamento, i destinatari della presente comunicazione e, considerata la localizzazione estera dei server, i prestatori di servizi che forniscono, ai sensi dell'articolo 14 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, l'accesso al menzionato sito internet da parte degli utenti mediante richieste di connessione alla rete internet provenienti dal territorio italiano, possono adeguarsi spontaneamente alla richiesta del soggetto istante, inibendo l'accesso alle opere oggetto di istanza e dandone contestualmente comunicazione all'Ufficio diritti digitali della scrivente Direzione all'indirizzo PEC dda@cert.agcom.it, la quale disporrà, in tal caso, l'archiviazione del procedimento in via amministrativa. Si precisa che la presente comunicazione di avvio del procedimento istruttorio non dà luogo agli obblighi di cui all'art. 17, comma 3, del decreto legislativo n. 70/2003. Si fa presente che eventuali controdeduzioni relative alla contestata violazione potranno essere trasmesse via PEC all'indirizzo dda@cert.agcom.it, indicando nell'oggetto il numero di istanza "DDA/______" all'Ufficio diritti digitali della scrivente Direzione, all'attenzione della dott.ssa Luisa Chiellino, funzionario responsabile del procedimento, entro il termine di tre giorni lavorativi dalla pubblicazione sul sito www.agcom.it della presente comunicazione di avvio, ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. b), del Regolamento. Il termine di conclusione del presente procedimento è di dodici giorni lavorativi, decorrenti dalla data di ricezione dell'istanza DDA/_____, come stabilito dall'art. 9, comma Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Direzione Contenuti Audiovisivi 3 1, lett. d), del Regolamento. Il procedimento dovrà dunque concludersi entro il 26 giugno 2015. Come previsto dall'articolo 8, comma 3, della legge 7 agosto 1990, n. 241, si procede alla pubblicazione della presente comunicazione di avvio del procedimento istruttorio sul sito internet dell'Autorità www.agcom.it, in ragione dell'elevato numero di destinatari che rende particolarmente gravosa la comunicazione personale. IL DIRETTORE.
2PROVVEDIMENTO AI SENSI DEGLI ARTICOLI 8, COMMI 2 E 4, E 9, COMMA 1, LETT. D), DEL REGOLAMENTO IN MATERIA DI TUTELA DEL DIRITTO D'AUTORE SULLE RETI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA E PROCEDURE ATTUATIVE AI SENSI DEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2003, N. 70, DI CUI ALLA DELIBERA N. 680/13/CONS (PROC. N. ——/DDA/LC ______) L'AUTORITÀ NELLA riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 29 gennaio 2015 (...) CONSIDERATO quanto segue: 1. Con istanza DDA/______, pervenuta in data 19 gennaio 2015 (prot. n. DDA/0_________), è stata segnalata da________, giusta procura della società _________ detentrice dei diritti di sfruttamento sulle opere oggetto di istanza, la presenza, sul sito ______, in presunta violazione della legge 22 aprile 1941, n. 633, di alcune opere di carattere audiovisivo elencate di seguito: ___________________2. Dalle verifiche condotte sul sito oggetto dell'istanza, è emerso che sono effettivamente accessibili, alle pagine internet elencate nel modulo, in modalità streaming e download, riproduzioni delle opere audiovisive oggetto di istanza, e che le stesse appaiono diffuse in presunta violazione degli artt. 2, comma 1, n. 6), 12, 13, 16 e 78-ter, lett. a) e d), della citata legge n. 633/41. Dalle verifiche condotte risulta, altresì, che i tempi di immissione sul mercato delle opere oggetto di istanza sono recenti e che le stesse sono attualmente disponibili sul catalogo online ovvero sui palinsesti dei soggetti che offrono legalmente tali opere. Questi elementi inducevano a ritenere che i fatti stessi potessero configurare un'ipotesi di violazione grave; Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 8/15/CSP 3 3. Dalle verifiche effettuate sul sito oggetto di istanza risultava altresì quanto segue: il nome a dominio del sito internet cb01.tv risulta registrato dalla società Enom Inc., raggiungibile alla mail abuse@enom.com, per conto della Whoisguard Inc., specializzata nella fornitura di servizi di anonimato in rete attraverso sistemi di mascheramento dei dati dell'utente, con sede a Panama; i contatti disponibili sono il numero telefonico _______ e l'indirizzo email _________; i servizi di hosting risultano verosimilmente afferenti alla società __________ con sede a Chisinau (Moldavia), _____; l'indirizzo di posta elettronica individuato è _____; alla stessa società appaiono riconducibili i server impiegati; il 90,9% dell'utenza risulta stabilita sul territorio italiano. 4. Con comunicazione del 21 gennaio 2015 (prot. n. DDA/0000040), la Direzione contenuti audiovisivi ha dato avvio al procedimento istruttorio n. 108/DDA/LC relativo all'istanza DDA/250, rilevando che la stessa non risultava irricevibile, improcedibile, inammissibile, né manifestamente infondata e che dalle verifiche condotte emergeva la presunta violazione degli artt. 2, comma 1, n. 6), 12, 13, 16 e 78-ter, lett. a) e d) della citata legge n. 633/41. Nella predetta comunicazione la Direzione rappresentava, altresì, di aver ravvisato la sussistenza delle condizioni per l'applicazione dei termini abbreviati di cui all'art. 9 del Regolamento, in ragione della gravità della violazione segnalata; 5. Considerata la localizzazione all'estero dei server ospitanti il sito cb01.tv oggetto dell'istanza, è stata data comunicazione dell'avvio del procedimento ai prestatori di servizi della società dell'informazione di cui all'art. 14 del Decreto, mediante pubblicazione sul sito internet dell'Autorità, ai sensi dell'art. 8, comma 3, della legge n. 241/90, in ragione dell'elevato numero di destinatari, circostanza che rende particolarmente gravosa la comunicazione personale. La comunicazione di avvio è stata altresì inviata agli indirizzi attraverso i quali è stato possibile stabilire un contatto con il soggetto richiedente il nome a dominio per il sito medesimo, alla società che verosimilmente risulta essere il fornitore di servizi di hosting e riconducibili i server impiegati. Con la medesima comunicazione di avvio le parti sono state informate della possibilità di adeguarsi spontaneamente alla richiesta del soggetto istante. 6. Con nota del 22 gennaio 2015, la società ____ ha presentato le proprie controdeduzioni, dichiarando di non poter esercitare alcun tipo di controllo sui contenuti del sito oggetto dell'istanza; 7. Nonostante questa interlocuzione, le opere oggetto dell'istanza continuano a rimanere raggiungibili attraverso il sito internet _______; 8. Dai riscontri effettuati in corso di istruttoria sul sito oggetto dell'istanza, risulta confermata l'accessibilità alle opere e si evidenzia, inoltre, l'incoraggiamento alla fruizione di opere digitali, accessibili tramite streaming e download, diffuse in violazione della Legge sul diritto d'autore, la messa a disposizione di indicazioni in merito alle modalità tecniche per accedere ai contenuti illegali, lo scopo di lucro Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 8/15/CSP 4 desumibile dalla diffusione di messaggi pubblicitari presenti sul sito oggetto di istanza, ciò configurando una fattispecie di violazione grave degli articoli 2, comma 1, n. 6), 12, 13, 16 e 78-ter, lett. a) e d) della citata legge n. 633/41. 9. Non si ritiene, peraltro, che l'accesso a tali opere digitali sul medesimo sito, possa ritenersi giustificato alla luce del regime di eccezioni e limitazioni al diritto d'autore previsto dal Capo V, Sezione I, della legge n. 633/41; 10. L'art. 8, comma 2, del Regolamento stabilisce che, qualora ritenga sussistente la violazione del diritto d'autore, l'Autorità esige, nel rispetto dei criteri di gradualità, di proporzionalità e di adeguatezza, che i prestatori di servizi destinatari della comunicazione di avvio del procedimento impediscano la violazione medesima o vi pongano fine. La stessa norma prevede altresì che, a tale scopo, l'Autorità adotti i pertinenti ordini, ai quali i prestatori dei servizi devono ottemperare entro tre giorni dalla notifica del relativo provvedimento. Tale termine è ridotto a due giorni, ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. e), del Regolamento, nell'ipotesi di procedimento abbreviato, come nel caso di specie; 11. L'art. 8, comma 4, del Regolamento prevede, inoltre, che qualora il sito sul quale sono rese accessibili opere digitali in violazione del diritto d'autore o dei diritti connessi sia ospitato su un server ubicato fuori del territorio nazionale, come si verifica nel caso di specie, l'Autorità può ordinare ai prestatori di servizi che svolgono attività di mere conduit di cui all'art. 14 del Decreto di provvedere alla disabilitazione dell'accesso al sito, nonché, ai sensi del successivo comma 5, di procedere a reindirizzare automaticamente verso una pagina internet, redatta secondo le modalità definite dall'Autorità, le richieste di accesso alla pagina internet su cui è stata accertata la presenza di opere digitali diffuse in violazione del diritto d'autore; RITENUTA, pertanto, nel rispetto dei principi di gradualità, di proporzionalità e di adeguatezza, la sussistenza dei presupposti per l'emanazione di un ordine di disabilitazione dell'accesso al sito internet cb01.tv, mediante blocco del DNS, da realizzarsi da parte dei prestatori di servizi di mere conduit operanti sul territorio italiano entro due giorni dalla notifica del presente provvedimento, con contestuale reindirizzamento automatico verso una pagina internet redatta secondo l'allegato A al presente provvedimento; UDITA la relazione del Commissario Antonio Martusciello, relatore ai sensi dell'art. 31 del Regolamento concernente l'organizzazione ed il funzionamento dell'Autorità; ORDINA ai prestatori di servizi di mere conduit operanti sul territorio italiano, individuati ai sensi dell'art. 14 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, di provvedere alla disabilitazione dell'accesso al sito _______, mediante blocco del DNS, da realizzarsi entro due giorni Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni 8/15/CSP 5 dalla notifica del presente provvedimento, con contestuale reindirizzamento automatico verso una pagina internet redatta secondo l'allegato A al presente provvedimento. L'ottemperanza al presente ordine si considera avvenuta adeguandosi alla lista di cui all'allegato B al presente provvedimento. L'inottemperanza all'ordine impartito con il presente provvedimento comporta l'applicazione della sanzione prevista dall'art. 1, comma 31, della legge 31 luglio 1997, n. 249 e la comunicazione agli organi di polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 182-ter della legge n. 633/41. Ai sensi dell'art. 1, comma 26, della legge 31 luglio 1997, n. 249, i ricorsi avverso i provvedimenti dell'Autorità rientrano nella giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo. Ai sensi degli artt. 29 e 119, comma 1, lett. b), e comma 2, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, il termine per ricorrere avverso il presente provvedimento è di sessanta giorni dalla notifica del medesimo. La competenza di primo grado, ai sensi degli artt. 133, comma 1, lett. l), e 135, comma 1, lett. c), del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, è attribuita in via esclusiva ed inderogabile al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio. Il presente provvedimento è notificato ai prestatori di servizi di mere conduit operanti sul territorio italiano, individuati ai sensi dell'art. 14 del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70, e pubblicato sul sito web dell'Autorità. Roma, 29 gennaio 2015. IL PRESIDENTE.

 

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