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Report 2014
Report 2013
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

Focus

Approfondimenti

Istituzioni

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Produzione

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Seconda parte - Il mercato dell'offerta
Prodotti strutture e reti
Capitolo 4 - Grandi e piccoli schermi
Quanti e quali impianti di proiezione

Rappresentativo delle problematiche che attraversano in particolare la catena delle piccole sale e in generale tutto il mercato è il quadro tracciato dalla SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori, che registra e controlla le attività di ogni luogo di spettacolo. I dati delle sue rilevazioni dicono che dal 2007 al 2013 il parco di strutture nazionale ha perso 581 sale, 476 delle quali (81,92%) attive meno di 60 giorni all’anno (tavola 1). All’interno di questo percorso però nell’ultimo biennio i flussi sono cambiati: delle 271 dismissioni verificatesi fra il 2011 e il 2013, 192 (69,75%) hanno riguardato gli esercizi attivi più di 60 giorni, contro le 79 maturate sull’altro versante. E se le sale con minore operatività sono cresciute nel 2013 di 14 unità lo si deve proprio alla scrematura in atto fra gli schermi che solitamente effettuano programmazioni soltanto nei weekend e durante le festività.

Se selezione vuol dire eliminazione. L’evoluzione del circuito italiano di proiezione sta concretizzando in sostanza un incisivo processo di selezione, che da un lato contribuisce alla sua qualificazione, ma contemporaneamente ne indebolisce la struttura, la capacità ricettiva e il grado di copertura sul territorio. È al contrasto di questi aspetti controproducenti (il rischio eventuale ma latente è che alla selezione corrisponda l’eliminazione di una consistente quota di insediamenti) che si applicano gli strumenti istituzionali attuati con l’introduzione del tax credit per le sale storiche esistenti almeno dal 1° gennaio 1980 e con l’adozione di una nuova forma di riconoscimento amministrativo – per le "sale cinematografiche storiche" – tesa a vincolare la destinazione d’uso per quelle giudicate d’interesse culturale.
Complementare alla mappa SIAE è il campo d’osservazione tracciato da Cinetel, la società di servizi promossa dalle case di produzione e distribuzione e dalle imprese dell’esercizio per monitorare 24 ore su 24 il consumo di cinema sul territorio nazionale in termini di spettatori e incassi e in riferimento a ogni titolo proiettato nelle 1.065 strutture che compongono (dati 2014) con i loro 3.261 schermi, in 539 diversi comuni, il campione di rilevamento.

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