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Report 2014
Report 2013
Report 2012
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Report 2010
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Report 2008
Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

Focus

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Seconda parte - Il mercato dell'offerta
Prodotti strutture e reti
Capitolo 4 - Grandi e piccoli schermi
Quanto cinema nel salotto di casa

Nonostante abbia visto flettere in otto anni la sua attività del 65,26% e scendere la spesa del pubblico da 1,007 miliardi a 350 milioni di euro nel 2014, il canale home video registra ancora con la sua immissione di titoli nei salotti di casa un multiplo di 17 nei confronti delle dimensioni fisiche del settore theatrical. Il suo andamento declinante appare strutturalmente legato all'innovazione tecnologica e al prepotente sviluppo della comunicazione digitale via web e satellitare, come dimostrano i trend in analoga flessione negli altri Paesi europei.
L'home theatre resta tuttavia (come si riporta anche nel capitolo I risultati economici) un canale riservato pressoché in esclusiva – come l'esercizio – al film, capace di alimentare l'offerta di new release e sostenere lo sfruttamento del catalogo, aprendo al tempo stesso la strada alle opere non concepite per un eventuale approdo alla visione in sala. Ancora oggi passa attraverso i suoi circuiti di vendita la diffusione di oltre 30 milioni di supporti e il passaggio di altri 22,2 sotto forma di noleggio (tavole 11 e 12).

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Le scelte delle reti TV. Un altro capitolo con luci e ombre nella diffusione della produzione filmica è rappresentato dalla programmazione televisiva. Le luci riguardano lo sfruttamento complessivo, in crescita sia sulle reti generaliste sia su quelle tematiche multipiattaforma, in digitale terrestre e via satellitare. Sui sette principali canali nazionali la messa in onda di titoli unici nel 2014 è aumentata del 5,42%, anche se con una minore intensità (-3,15%) di passaggi (tavola 13). E il gruppo Rai continua ad aumentare leggermente le quote dedicate al cinema italiano rispetto a quello straniero, più di quanto non faccia il network Mediaset. Ma le tendenze positive sono in parte poste in ombra dalle scelte di palinsesto. La quantità di opere proposte dalla Rai è nettamente inferiore ad esempio a quella Mediaset e, nonostante un superiore ricorso a lungometraggi di recente produzione (tavola 14), la percentuale di diffusione di titoli unici in prima serata corrisponde ad appena il 24,40% del listino, al contrario della quota in capo all'emittente privata, pari al 68,90%, con una scelta di titoli di recente produzione molto più consistente.

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Inoltre, in nome delle sue potenzialità di driver nella raccolta di pubblico il grande bacino televisivo è, al pari delle sale dell'esercizio, terreno di competizione tra il film italiano e quello statunitense. E sotto questo profilo le quote di proiezioni sul piccolo schermo dedicate ai titoli nazionali si allineano sostanzialmente a quelle espresse dalla distribuzione sul grande schermo (tavola 16). I titoli statunitensi mantengono una netta supremazia, che nel panel delle reti satellitari accenna a diventare sempre più accentuata.

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