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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Terza parte - Le risorse del settore
Politica industriale capitali e cespiti aziendali
Capitolo 6 - Il flusso e l'impiego di capitali
Anche la strumentazione è un fattore d'investimento

Nella composizione per natura e origine delle risorse destinate a coprire il fabbisogno finanziario nei film d'iniziativa italiana, quelle dei co-produttori esteri sono per importo fra le voci più basse in assoluto e al pari di quanto segnala l'andamento degli investimenti – sia in Italia sia nel resto d'Europa – la ripartizione delle fonti di provvista dimostra come la strumentazione sia un capitolo fondamentale in funzione della raccolta di capitali (tavola 8).

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È anche attraverso l'innovazione e l'adeguamento della cassetta degli attrezzi che passa l'evoluzione dei modelli di business e della struttura dei costi di tutta la rete d'impresa. La stabilizzazione dell'accesso al credito d'imposta sta producendo ad esempio i suoi effetti. Ha innanzitutto riportato in crescita l'apporto degli investitori esterni, che nel 2013 era risultato in calo da 50,76 a 42,13 milioni di euro (-17,00%), con 17 apporti in meno (da 121 a 104) da parte di 82 aziende (invece che 89). Nel 2014 tutte le referenze parlano di un grande fermento: 194 conferimenti (+86,53%) effettuati da 135 società (+57,31%) per un valore di 67,95 milioni di euro, corrispondente a un incremento del 61,28%, con un contributo medio per impresa di 503,33mila euro, di poco inferiore a quello del 2013, pari a 513,85mila euro (tavole 9, 10 e 11).

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Il tax credit come volano di raccolta. Si è inoltre sviluppato l'incremento, seppur tenue, del ricorso al tax credit operato dalle società stesse di produzione, per un valore salito appena del 2,39% a fronte di un'incidenza sul totale delle fonti di approvvigionamento in lieve calo dal 12,30% al 12,01%. Nel complesso, l'adesione al credito d'imposta ha propiziato l'apporto di 99,55 milioni di euro – fra conferimenti esterni e finanziamenti delle imprese del comparto – contro i 73,40 milioni dell'anno precedente (+35,62%) e la sua quota di pertinenza sul fabbisogno totale si è issata dal 28,47% al 36,83%6.
In cinque anni 427 film sono stati oggetto di richieste di credito d'imposta per un ammontare di 231,73 milioni di euro, con un bilancio che si prospetta di livello superiore a quello conseguito in Francia dal ricorso al tax credit nello stesso periodo, con 423 opere interessate per un valore complessivo di 190,83 milioni di euro. Nei sei precedenti anni di vigenza, il consuntivo francese annoverava 601 opere beneficiarie per un totale di allocazioni pari a 260,42 milioni di euro (237,80 dei quali destinati ai lungometraggi e 22,62 a film d'animazione e documentari).
La ripresa tanto vigorosa del ricorso al tax credit va analizzata alla luce della doppia opportunità che offre ai soggetti economici che svolgono attività diverse estranee a quelle del comparto. La prima convenienza è economica: oltre al credito fiscale, la disposizione prevede la suddivisione degli eventuali utili generati dallo sfruttamento del film in base alla quota conferita nel rapporto di associazione in partecipazione o di cointeressenza.
La seconda utilità consiste nella possibilità di coniugare al beneficio finanziario anche la promozione della propria immagine e iniziative di comunicazione di brand7.

Un ricorso esteso a tutti i livelli. Questo forte recupero di interventi e risorse contempla tuttavia anche un risvolto meno confortante. In connessione al forte aumento dei titoli realizzati e all'implicita crescita dei film low budget, ha comportato infatti il decremento per 54,89mila euro (-13,54%) degli importi unitari – pari a 350,25mila euro di media – dei 194 conferimenti da parte delle aziende investitrici di altri settori d'attività, che rispetto al 2011 denunciano una parziale miniaturizzazione, con la "svalutazione" di oltre un terzo (-38,52%), per un ammontare di 219,51mila euro (tavola 12).

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In linea con una produzione davvero abbondante come quella del 2014, il numero di film ai quali sono ascritte le richieste di tax credit produzione risulta d'altra parte consistente e se si considera la suddivisione per classi di budget si può rilevare come rispetto all'anno precedente si sia avuta nel 2014 una netta intensificazione delle operazioni in regime di credito d'imposta proprio nelle fasce inferiori. Quasi trascurabile nella prima classe di costo fino a 200mila euro, dove soltanto 7 titoli hanno ricevuto conferimenti rispetto ai 5 del 2013 (dopo l'unico del 2011 e i soli 2 nel 2012), l'aumento di interventi in regime di tax credit si è invece rivelato molto più consistente nelle due fasce successive (tavola 13).

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Nel cluster di budget fra 200 e 799mila euro è ad esempio più che raddoppiato il totale di opere che hanno beneficiato di risorse apportate attraverso lo strumento di agevolazione fiscale: 34 in luogo delle 15 del 2012 e del 2013, con una percentuale salita fino al 79,07% delle 43 opere effettivamente realizzate (dodici mesi prima si era fermata al 55,56%). Nel bacino dei titoli con costi industriali compresi fra 800mila e 1,499 milioni di euro, il totale di progetti sostenuti con una contribuzione è aumentato di circa una volta e mezzo (da 17 a 25 film) e dal momento che sono stati 26 quelli prodotti allo stesso livello di budget, la percentuale relativa è passata dall'89,47% al 96,15%.
Poco è cambiato nel bacino dei film di maggiore caratura, con piani di finanziamento superiori a 1,5 milioni, ma fin dal 2011 si registrano conferimenti operati in adesione al credito d'imposta sulla quasi globalità delle opere realizzate e nel 2014 si è registrata una sola produzione senza apporti – sulle 19 totali – nel range di costi da 1,5 a 2, 499 milioni di euro. Complessivamente, il quantitativo di progetti supportati da risorse indotte dall'uso della leva fiscale è lievitato da 90 a 121 e così la loro quota su tutti i film d'iniziativa italiana del 2014 (194 contro 156) è cresciuta dal 58,06% al 62,37%.

Decisivo per attrarre i film stranieri. A questo bilancio si affianca il rendiconto positivo degli investimenti favoriti dal sistema d'incentivazione fiscale per i film stranieri in lavorazione in Italia, moltiplicatisi di oltre quattro volte – da 15,22 milioni a 66,84 milioni di euro – rispetto all'anno precedente e spalmati su un numero di opere – 30 contro 14 – più che raddoppiato (tavole 14 e 15). Oltre che dal numero crescente di opere straniere in lavorazione sul territorio – comprese alcune megaproduzioni statunitensi – segnali confortanti in questa direzione provengono anche dalla crescente partecipazione di artisti e tecnici italiani a questi progetti, elemento che contribuisce peraltro a valorizzare le location nazionali.

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6Destinatari delle misure di incentivazione fiscale sono: i produttori per la realizzazione delle opere, i distributori sia per la distribuzione sia per la partecipazione alla produzione, gli esercenti per l'aggiornamento tecnologico in digitale degli impianti e anche per l'associazione in partecipazione alla produzione, infine le aziende esterne al comparto cinematografico che concorrono agli investimenti produttivi. Le opere eleggibili al tax credit – che hanno quale destinazione primaria la proiezione nelle sale – sono film italiani o stranieri (per la parte realizzata sul territorio italiano da produttori esecutivi nazionali), documentari, cortometraggi, film d'animazione, i cosiddetti film "difficili", ossia opere prime e seconde o prodotte dalle scuole di cinema riconosciute, oppure realizzate con budget inferiori a 1,5 milioni di euro.
7Gli apporti finanziari garantiscono il 40% di credito d'imposta. Per recuperare l'investimento viene ristornato fino al 49% dei costi a budget o fino al 70% degli utili generati. Al fisco viene versato il 5% dell'importo più la relativa IRES.

 

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