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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Terza parte - Le risorse del settore
Politica industriale capitali e cespiti aziendali
Capitolo 6 - Il flusso e l'impiego di capitali
Dopo quelli industriali i costi di distribuzione

Gli stessi costi industriali non esauriscono il reale fabbisogno richiesto dalla realizzazione dei progetti fino alla proiezione nelle sale. Oltre alle spese di produzione, il business plan completo delle opere in prima uscita deve prevedere infatti anche un piano d'investimenti per la sua distribuzione: un impegno finanziario che di anno in anno rischia di mostrarsi sempre più oneroso, se non fosse che nell'ultimo biennio case di produzione e società distributrici hanno razionalizzato i loro investimenti riducendo il numero delle sale previste per la prima settimana di programmazione (e implicitamente quindi i costi per la masterizzazione delle copie), dopo un lungo periodo di accesa competizione che aveva condotto ad amplificare progressivamente al debutto delle opere la quantità di noleggi da concedere agli esercizi.

La scelta strategica delle sale nella prima settimana. Decisive per i film di ogni caratura, le operazioni di lancio lo sono in misura ancora maggiore per i titoli a più alto budget di produzione nell'obiettivo di ottimizzare l'impiego delle risorse economiche funzionali a propiziarne il successo. Costituiti dalle spese di riproduzione (scesi mediamente dal 35% della stampa delle pellicole al 22% della digitalizzazione su DVD), dagli acquisti di materiali e spazi pubblicitari (in media circa il 62%) e dai costi per altre eventuali iniziative promozionali (il restante 16%), i costi di distribuzione sono legati soprattutto al numero di copie da incidere e delle sale di diffusione nella prima, determinante, settimana di uscita. In genere ne viene stimato il fabbisogno in una percentuale compresa fra il 12% e il 14% rispetto ai costi industriali di produzione, ma questa incidenza oscilla vistosamente secondo la caratura dei film e può superare la quota del 20% per progetti di particolare consistenza e impegno.
A titolo indicativo si possono porre a confronto le referenze stimate per titoli realizzati con budget fino a 799mila euro con quelle relative alle opere della classe di costo 800mila-2,499 milioni di euro e con i lungometraggi dei cluster 2,5-3,99 milioni e oltre 4 milioni d'investimento. In media la loro circolazione nei primi sette giorni può essere valutata nei rispettivi range di 30-50, 110-150, 250-300 e oltre 350 sale, per un impegno finanziario valutabile nel primo caso in 85-95mila euro, nel secondo in 200-300mila, nel terzo 400-650mila e nell'ultimo da 850mila euro in su10.

10Le stime sono tratte in base alle rilevazioni Cinetel sulla programmazione (senza proseguimenti) 9 N. Aspesi, L’ora, in «la Repubblica», 18 maggio 2015. nel 2014 dei film d’iniziativa italiana.

 

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