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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Quarta parte - L'intervento pubblico
Istituzioni territori e fattori sociali
Capitolo 7 - Il sostegno centrale
L'impatto del credito d'imposta

L'elenco seriale dei tasselli serve (secondo quanto osserva Eco sulla funzione ottimale delle liste) a rendere ovvie le connessioni e chiaramente leggibili le relazioni. Nel caso del cinema italiano la leva fiscale è andata a costituire quel valore aggiunto che la dotazione finanziaria del FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo gestito dal MiBACT, non avrebbe potuto, nella sua relativa stabilità, propiziare. L'incremento della contribuzione pubblica allo sviluppo della produzione è dovuto agli investimenti indotti attraverso il credito d'imposta, per quanto riguarda il 2014 nella sua quasi interezza, dal momento che nell'ultimo anno è intervenuto in soccorso anche un più consistente apporto da parte delle film commission e dei film fund delle Regioni (tavole 1 e 2).

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L'impatto del flusso derivante dall'agevolazione fiscale è senza dubbio di estrema importanza sia sotto il profilo quantitativo – per corroborare il monte risorse – sia qualitativo, in quanto, cambiando i rapporti di composizione della raccolta finanziaria tra le varie fonti, genera un diverso mix del portafoglio di approvvigionamento, il cui elemento chiave è rappresentato dal gap financing, ossia dall'indebitamento (spesso a breve termine e quindi più oneroso) che i produttori devono assumersi per integrare il proprio capitale di rischio e coprire l'intero fabbisogno di investimenti. Nella misura in cui il tax credit induce maggiori apporti esterni, le società che realizzano i progetti vedono sollevarsi il peso delle linee d'esposizione (fidi, mutui, anticipazioni e così via) nei confronti del mercato finanziario e del sistema bancario.

Come e perché cambiano i modelli di business. Questo è tuttavia solo un aspetto dell'evoluzione in corso. Quando si parla dei cambiamenti in atto nel modello di business dell'industria cinematografica si trascura spesso il cosiddetto breakdown, cioè l'analisi del flusso e degli impieghi delle risorse d'investimento sotto il profilo della loro natura e delle loro condizioni accessorie. Negli ultimi cinque anni sta prendendo sempre più corpo nella composizione dei ricavi lo spostamento fra il canale primario di distribuzione e quelli secondari3. In relazione a una minore quota percentuale di proventi derivanti dalla programmazione nelle sale, i tempi di rientro si allungano e i tassi d'interesse legati ai finanziamenti a medio-lungo periodo sono chiaramente più onerosi. Il fatto è che l'incidenza delle seconde finestre di diffusione continua a progredire e appare destinata nel prossimo quinquennio a un'ulteriore crescita a scalare.
Se gli investimenti sembrano diventare sempre meno legati agli incassi nelle sale relativi all'anno in corso o alle stagioni precedenti (come si è sottolineato nel precedente capitolo Il flusso e l'impiego dei capitali) è perché risulta in costante incremento il loro guadagno più a valle, in capo all'home entertainment del VoD, il video on demand via satellite e sul web. È un'evoluzione che incide in misura prioritaria sui primi e principali procacciatori di risorse per la realizzazione dei prodotti e percettori dei finanziamenti esterni – le società di produzione – ma che coinvolge tutta la filiera, dal momento che interessa sia i segmenti della distribuzione e dell'esercizio sia gli operatori del consumo domestico.

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3Una delle prime ricerche in questo senso era stata commissionata nel 2010 dalla Pact (Producers Alliance for Cinema and Television), l'associazione delle società più attive sui mercati esteri, allertata dall'incipiente mutamento sul mercato internazionale dei canali di prima destinazione e delle modalità di sfruttamento di film e fiction (A New Business Model for UK Film Producers, a cura della società di analisi Olsberg | SPI di Londra, aprile 2010).

 

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