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Report 2014
Report 2013
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Report 2010
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Report 2008
Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

Focus

Approfondimenti

Istituzioni

Associazioni

Produzione

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fondazione ente dello spettacolo
tertio millennio film fest
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Quarta parte - L'intervento pubblico
Istituzioni territori e fattori sociali
Capitolo 7 - Il sostegno centrale
Quale percorso per innovare il FUS

Considerazioni pressoché analoghe possono essere riferite al FUS, il Fondo Unico per lo Spettacolo amministrato dal MiBACT che ha mantenuto a lungo una struttura strettamente legata alla consolidata conformazione dei settori d'attività che ne compongono la platea di percettori6. È soltanto a 30 anni esatti dalla sua istituzione che si avvertono i primi segni di mutamento, tesi in particolare a cercare di allentare alcuni vincoli, primo fra tutti il prominente quoziente di ripartizione a favore delle fondazioni liriche, mediante un processo di ristrutturazione e risanamento della loro gestione economica avviato nell'agosto 2013, che richiede tuttavia tempi lunghi d'attuazione7.
In tempi di spending review dei conti pubblici, il sistema di supporto allo spettacolo ha attraversato fasi di pericolosa instabilità, anche perché la sua dotazione, sotto i colpi dell'inflazione, si è notevolmente ridotta. Al momento dell'istituzione era pari a 357,48 milioni di euro (ha toccato il suo tetto massimo nel 2001 con 530,34 milioni e la punta minima di 389,07 milioni nel 2013) che a valori costanti corrisponderebbero attualmente a 887,26 milioni di euro. Per il 2014 e il 2015 è stata fissata a 406,2 milioni e la sua consistenza rispetto a quella di partenza denuncia pertanto una svalutazione del 54,20%, ma a prezzi costanti questo importo corrisponde a un valore che si è ridotto oggi a 157,01 milioni, cioè il 56,08% in meno.
Di conseguenza il comparto cinematografico ha visto scendere progressivamente la sua assegnazione originaria di 90,87 milioni di euro (arrivati al record di 115,81 nel 1988 e al punto più basso di 75,81 milioni nel 2011) equivalenti a odierni 225,11 milioni. Potendo contare per il 2015 su 77,18 milioni, accusa quindi una svalutazione ancora superiore, pari al 65,71% (tavole 3 e 4).

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A supplire parzialmente l'erosione della dote contribuirà tuttavia nel 2015 l'importo di 22,85 milioni di euro non utilizzati nel 2014 per le agevolazioni fiscali. Altre risorse extraFUS dovrebbero inoltre essere propiziate dall'inserimento degli operatori cinematografici e dell'audiovisivo all'interno delle industrie culturali cui è orientato il piano "Azione I" per il periodo 2014-2020, alimentato con 140 milioni di euro, nell'ambito del PON-Programma Operativo Nazionale "Cultura e Sviluppo" (finanziato con 490 milioni), secondo una linea di intervento dedicata a favorire i processi di innovazione produttiva e organizzativa e il trasferimento di know how.

A cosa mira il processo di evoluzione. Nella diversa ripartizione delle risorse per il 2015 traspaiono anche concreti segnali di evoluzione. È stato creato ad esempio un nuovo bacino di destinazione a beneficio dei giovani artisti e operatori under 35, ai quali sono comunque riservate altre quote all'interno dei vari comparti di attività. In merito ai sostegni diretti alla produzione, si intende definire le tipologie di film cui riconoscere la qualifica di interesse culturale e i relativi contributi, ampliando l'alveo di riferimento alle opere cosiddette di ricerca, ai documentari e alle co-produzioni. È inoltre prevista la riduzione del 50% delle aliquote in base alle quali vengono assegnati i contributi agli incassi, vincolandone lo stanziamento alla concomitante realizzazione di nuovi titoli, e parallelamente si sta predisponendo un sistema di riferimenti premiali per le produzioni indipendenti e per i titoli usciti nel periodo estivo.
Affiora dagli interventi in fieri l'ottica di rafforzare il supporto alle nuove produzioni. Nell'alveo del sostegno diretto incide in effetti in misura rilevante la quota destinata al contributo sugli incassi riconosciuto alle case produttrici e agli autori dei film che abbiano raccolto al box office nella stagione precedente più di 2,6 milioni di euro. Sospesa per decreto nel 2010 a fronte di comprensibili perplessità – lo Stato diventerebbe contribuente in rapporto ai successi di mercato – questa forma di incentivazione è stata ripristinata in base al pronunciamento della giustizia contabile che ne ha confermato la conformità alle norme di legge e il suo ritorno in vigenza ha comportato lo stanziamento negli ultimi quattro anni di ben 76 milioni di euro8.

6Il FUS-Fondo Unico per lo Spettacolo è stato costituito con la Legge numero 163 del 30 aprile 1985 "Nuova disciplina degli interventi dello Stato a favore dello spettacolo" sottoposta all’approvazione del Parlamento su iniziativa dell’allora Ministro del Turismo e dello Spettacolo, Lelio Lagorio.
7Attraverso il Decreto Legge numero 91 dell’8 agosto 2013, convertito con modifiche nella Legge numero 112 del 7 ottobre 2013, per le fondazioni lirico-sinfoniche i contributi in ambito FUS sono stati vincolati alla predisposizione di piani di risanamento per il periodo 2014-2016, che prevedono una serie di misure (fra le quali il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento e la razionalizzazione del personale).
8In base al Decreto Legislativo numero 28 del 22 gennaio 2004, i contributi agli incassi sono determinati in proporzione diretta dell'1,5% dei ricavi al box office e in base a quattro scaglioni: fino a 2,5 milioni di euro; da 2,5 a 5,2 milioni; da 5,2 a 10,3 milioni; infine da 10,3 a 20,7 milioni di euro. A ognuno viene applicata una diversa percentuale di contributo, pari rispettivamente a 25%, 20%, 10% e 7%.

 

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