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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Quinta parte - Il mercato della domanda
Spesa consumi ingressi e incassi
Capitolo 8 - La risposta del pubblico
I rendimenti del circuito theatrical

Nell'alternanza dei risultati al botteghino si consuma anche l'evoluzione del mercato cinematografico in ragione della dotazione di strutture di proiezione, per estensione territoriale e per tipologia di impianti, soprattutto secondo la loro efficienza nell'alimentare e soddisfare la risposta del mercato. È in pratica un confronto competitivo che si svolge sulla capacità di generare reddito e nell'equilibrio tra domanda e offerta, ossia tra la capacità dei titoli in distribuzione di attrarre pubblico e l'efficienza delle società di gestione a sfruttarne le potenzialità. Tutto nell'ambito di un processo di sviluppo tecnologico, che con la progressiva digitalizzazione degli schermi ha richiesto investimenti molto impegnativi, al punto da innescare una profonda selezione fra i complessi di proiezione.

Variazioni tutte di segno negativo. Agli operatori dell'esercizio la stagione 2014 ha riservato un andamento da considerarsi senza dubbio deludente se confrontato al bilancio 2013, favorito dalla presenza in listino di Sole a catinelle. Per la seconda volta negli ultimi otto anni le variazioni percentuali sui fronti degli ingressi e degli incassi portano per qualsiasi tipologia di impianto del circuito Cinetel, dai monosala ai multiplex, tutte il segno negativo. Era già successo nel 2011, con decrementi dell'attività annuale all'epoca però molto più consistenti, e anche allora dopo un anno molto più positivo grazie a un cartellone forte di Avatar, Alice in Wonderland (2010; Id.), Benvenuti al Sud (2010) e Harry Potter and the Deathly Hallows: Part I (2010; Harry Potter e i doni della morte: Parte I).
Ma la contrazione dell'attività ha avuto un impatto molto diverso lungo la scala dimensionale delle strutture, con effetti determinanti (tavola 7). Il primo riguarda la redditività delle sale. Sovrapponendosi a processi già in corso, l'ultimo regresso ha provocato un deterioramento molto netto dei margini di profittabilità, facendo toccare agli impianti minori il loro livello minimo. Per i monosala gli incassi sono scesi a 44,163 milioni e gli ingressi, per la prima volta, sotto la barriera di 8 milioni. Per gli insediamenti dotati da 2 a 4 sale, il totale dei ricavi è invece crollato sotto il limite di 100 milioni di euro fermandosi solo a quota 95,777.

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Cosa comporta una top ten debole. In entrambi i casi – nonostante la ripresa complessiva del mercato del 2013 – si tratta del quarto decremento consecutivo dopo la stagione felice del 2010 e un eventuale recupero di redditività sembra compromesso da un trend di mercato che favorisce comunque, anche durante le fasi di ripiegamento, la frequentazione dei complessi di dimensione maggiore, che nel 2013 avevano infatti potuto interrompere la graduale erosione della vendita di biglietti. Una situazione che rende evidente quanto sia più favorevole l'influsso dei film di maggiore richiamo sugli insediamenti con oltre 5 schermi, rispetto a quello proiettato sulle due tipologie inferiori.

L'eccezionale +0,1% dei monosala. La seconda conseguenza riguarda invece la ripartizione per quote di incassi e ingressi. Complice la contrazione di mercato del 2013, l'incidenza dei monosala sul totale di incassi e presenze ha finalmente conosciuto dopo otto anni di ripetuti arretramenti il suo primo progresso, sia pure di un solo decimale, arrivando al 7,7% degli introiti e all'8,6% degli spettatori. A prova del loro graduale ma costante decadimento di ricettività, gli impianti tra 2 e 4 sale continuano da parte loro a perdere terreno, con un bilancio relativo agli ultimi nove anni che denuncia il cedimento di oltre nove punti percentuali, ossia più di uno all'anno: 9,5 in termini di incassi e 9,8 per quanto riguarda gli ingressi.

Quanto guadagnano gli impianti da 5 a 7 schermi. Anche nell'ultimo anno queste porzioni di mercato sono state conquistate in larga misura dall'unico cluster di esercizi che appare in grado di svilupparsi con una dinamica di crescita molto accentuata, dal momento che dal 2006 ad oggi si è annessa il 4,9% sia del fatturato sia delle frequentazioni totali, rispetto alla classe dei multiplex che dopo una prima fase di grande fermento si muove sul confine tra stabilità e staticità con piccole variazioni percentuali (anche se in valori assoluti queste cifre corrispondono a entità di peso notevole dal momento che coprono oltre il 56% della produzione dell'intero segmento). Le due fasce maggiori di multischermi fra le strutture del circuito Cinetel presentano, a differenza delle due minori, anche la capacità di ottenere – in ragione del numero di biglietti venduti durante l'anno in tutto il segmento theatrical – quote del volume d'affari globale superiori a quelle già detenute.

La resa media al netto dei flussi in & out. Nei travasi di ricavi e pubblico si riflette però solo un lato dell'evoluzione che attraversa i quattro bacini delle strutture d'esercizio. I trasferimenti complessivi di risorse economiche e spettatori sono influenzati infatti dalla chiusura o dall'apertura di nuove sale che vi avvengono e non misurano l'efficienza effettiva delle strutture. Le medie di incassi e ingressi calcolate in valori sia assoluti sia percentuali per ogni impianto e ogni singolo schermo mostrano quanto siano diversi in realtà i fattori gestionali delle sedi di proiezione in base alla loro dimensione (tavole 8, 9 e 10).
Il volume di attività creato nelle sale cresce linearmente in rapporto al maggiore o minore numero in dotazione e per questo nei vari anni i grandi complessi registrano in genere aumenti o decrementi di incassi e ingressi più consistenti secondo il trend positivo o negativo del segmento. Ma il grado di risposta al ciclo in ascesa piuttosto che a quello in discesa nelle fasi recessive cambia in misura significativa. E tra i multisala sono ad esempio gli impianti da 5 a 7 schermi a denunciare i migliori margini di flessibilità e reazione agli andamenti up o down del mercato.

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