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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Quinta parte - Il mercato della domanda
Spesa consumi ingressi e incassi
Capitolo 8 - La risposta del pubblico
I segni di risveglio dell'home theater

Nonostante sia in costante flessione dal 2007, l'home theater resta ancora, dopo la sala, la maggiore fonte di proventi per la cinematografia. Fino al 2008 ha generato ricavi superiori (anche di oltre il 33%) a quelli prodotti dall'esercizio, poi nel 2009 i due gettiti si sono praticamente equivalsi nell'importo di 622 milioni di euro e da allora il divario ha cominciato sempre più ad ampliarsi, quantunque il diverso andamento delle opere al botteghino testimoni un'inversione di tendenza. Nel 2012 per esempio il fatturato dell'home video equivaleva al 68,90% degli incassi SIAE e al 65,92% di quelli Cinetel; nel 2013 i rapporti sono scesi a 58,18% e 55,96%; nel 2014 invece gli ordini di grandezza si sono limati rispettivamente al 60,89% e al 56,97%

Tutto il sostegno del video on demand. A fronte della riduzione dei ricavi nelle sale pari al 7,09%, l'home theater fra il 2013 e il 2014 ha frenato la discesa del suo fatturato, con un decremento limitato al 2,77%, mentre soltanto l'anno prima rispetto al 2012 aveva perso il 14,28% del suo volume d'affari (tavola 16). Così come i supporti Blu-ray sostengono i livelli delle vendite dirette a fronte di una graduale contrazione dei DVD, il giro d'affari del segmento trova sempre più un elemento di compensazione al calo dei ricavi nel fatturato del video on demand, che nel solo 2014 ha messo a segno un incremento del 38,9% conquistando altri due punti percentuali della quota di business (ne ricopre il 7,1% contro il precedente 5,0%).

cap08-16

Al cinema un fatturato di 337 milioni. Nell'ambito dell'home video i contenuti cinematografici costituiscono il 95,8% del totale (72,5% made in cinema e 23,3% tra opere d'animazione e documentari) con un apporto ai ricavi complessivi stimato nel 96,5% in considerazione del differente prezzo a cui sono venduti i milioni di supporti – 25,6 milioni nel 2014 più 16,4 milioni di pezzi del traffico rental – di titoli filmici (tavola 17). Significa che oltre ad aver generato introiti per 614,38 milioni di euro nelle sale, il cinema ha prodotto nel 2014 un ulteriore volume d'affari di 337,75 milioni, per un ammontare complessivo dei ricavi nelle due prime finestre di circolazione pari a 952,13 milioni di euro. I flussi del canale home derivano principalmente dai negozi specializzati in tecnologia di consumo (44,3% del volume e 47,9% del valore) e da quelli in prodotti d'intrattenimento, che presenta incidenze pari rispettivamente al 16,3% e al 17,2%, avendo accusato un calo del 6,6% sul 2013. Ma lo sviluppo dell'e-commerce (+9,1% nel 2014 sul 2013) ne sta erodendo in costanza di continuità le quote. Arrivato al 16,3% dei volumi di scambio e al 16,7% del valore del mercato, il transactional VoD è avviato peraltro a superare anche il quarto ramo della distribuzione rappresentato da iper e supermercati (-7,6% nell'ultimo anno), che nonostante un peso relativo del 23,0% sul numero di esemplari commercializzati, detengono una quota di fatturato pari solo al 18,3%.

cap08-17

Prime uscite con 3,6 milioni di copie. Nell'ultimo anno le nuove uscite di film, pur rappresentando con 3,6 milioni di pezzi solo il 19,2% delle vendite, hanno prodotto un fatturato pari a 59,7 milioni di euro e al 28,0% delle entrate di tutto l'home entertainment, contro il 72,0% derivante dagli atti di cessione e dai passaggi rental dei titoli in catalogo (15,4 milioni per 153,8 milioni di ricavi). Le opere in prima visione incidono maggiormente sulle vendite di Blu-ray di quanto non avvenga su quelle di DVD. Con un prezzo medio di 20,12 euro, gli 830mila debutti sui Blu-ray hanno prodotto entrate per 16,7 milioni (a confronto dei 2,3 milioni di opere in catalogo che al costo medio di 12,78 euro hanno portato entrate per 29,4 milioni), mentre i 2,8 milioni di novità su DVD al prezzo unitario di 15,35 euro hanno dato corpo a 43 milioni di euro, rispetto ai 13 milioni di transazioni per i titoli già in catalogo che con un costo medio di 9,61 euro hanno creato un giro d'affari di 125 milioni.

 

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