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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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Sesta parte - Il sistema produttivo
Imprenditori attività e gestione d'impresa
Capitolo 9 - La società industriale

A Confindustria, la principale organizzazione delle imprese manifatturiere e dei servizi del Paese, aderiscono 150mila aziende attraverso 101 organismi territoriali, 14 federazioni di settore e 127 associazioni di categoria, espressione di altrettante attività produttive. ANICA, l'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali, quale struttura di riferimento del comparto cinematografico è una di queste. Con una particolarità. Nel sistema confindustriale le imprese riunite nei vari enti di rappresentanza versano quote associative annuali commisurate al numero dei propri addetti (in totale sono oltre 5,43 milioni). Le società iscritte ad ANICA corrispondono invece una quota parte a base fissa di mille euro uguale per tutte e solo a partire da incassi al box office superiori a 500mila euro per ciascun film prodotto o distribuito nell'anno precedente maturano eventuali frazioni integrative (250 euro ogni 100mila euro di ulteriori ricavi, fino a un limite massimo complessivo di 12mila euro)1. In questa scelta è racchiusa in pratica tutta la specificità dell'industria filmica, ad alta intensità di capitale di rischio, che ogni anno rinnova il suo ciclo degli investimenti riversando le proprie risorse su prodotti sempre diversi e opera su un mercato costituzionalmente soggetto a fasi di volatilità senza riscontri comparabili ad altri settori economici. Vi si rispecchia anche la natura un po' avventurosa dell'attività, che esige dalla sua classe imprenditoriale modelli di business e gestionali davvero specifici, oltre a un background culturale e artistico tutto personale. Inoltre, in un contesto di visibilità – imposta dalle logiche stesse di mercato – pressoché sconosciuto al complesso delle imprese manifatturiere e del terziario. ANICA riunisce oltre 300 fra le maggiori imprese del comparto, il 60% delle quali attive nel segmento della produzione e il 40% suddivise fra quelli della distribuzione e delle industrie tecniche e audiovisive (post-produzione e servizi), ma il comparto è costituito in larga misura da una rete pulviscolare e parcellizzata di piccole società e microimprese, come si addice peraltro a core business abitati in via preferenziale dalla creatività. Ciò non toglie che negli ultimi tre anni la società imprenditoriale cinematografica abbia realizzato più opere – e a ritmo crescente – di tutto il decennio precedente, anche in presenza di risultati al box office di alterna fortuna, e saputo cogliere riconoscimenti in campo internazionale validi a confermarne il prestigio, oltre che a ribadire la forza e la qualità dell'industria culturale e di tutte le componenti della vasta area produttiva riconoscibile nel cosiddetto settore del Made in Italy.

1Per le imprese associate alla sezione Produttori e a quella Distributori è prevista una quota base di 1.000 € per i primi due anni e di 2.500 € a partire dal terzo anno. Per ogni film prodotto o co-prodotto oppure distribuito nell'esercizio finanziario precedente, che superi 500mila € di incasso lordo sala, vengono aggiunti 250 € per ogni tranche di 100mila € di incasso lordo eccedenti il primo introito di 500mila €, fino a un importo massimo di 12mila €. Per le società iscritte alla sezione Imprese tecniche e audiovisive, le quote annuali sono parametrate invece a cinque diverse classi di fatturato: 1.000 € per la fascia da 0 a 2 milioni € di fatturato dell'anno precedente; 2.500 € per quella da 2 a 4 milioni; 4.000 € per la classe da 4 a 10 milioni; 5,500 € per il cluster da 10 a 20 milioni; infine 7.000 € per fatturati superiori a 20 milioni. Oltre ad ANICA aderiscono a Confindustria anche AGIS-Associazione Generale Italiana dello Spettacolo; APT-Associazione Produttori Televisivi e Univideo-Unione Italiana Editoria Audiovisiva Media Digitali e Online, riunite nella federazione di rappresentanza Cultura Italia.

 

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