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Report 2014
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Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

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Sesta parte - Il sistema produttivo
Imprenditori attività e gestione d'impresa
Capitolo 9 - La società industriale
Mappa e anagrafe del comparto

Ne sono conferma i dati statistici più recenti, in un set di rilevazioni non sempre omogenee e contestuali (tavola 1) nonostante l'ormai comune impronta di riferimento costituita dalla classificazione europea delle attività economiche Ateco 2007 (tavola 2). A queste fonti di documentazione si è aggiunto anche Asia-Archivio statistico delle imprese attive, un osservatorio impostato su indagini e rilievi delle cosiddette unità locali, entrato a far parte del sistema Istat in concomitanza con lo svolgimento del Censimento 2011 e teso, secondo le direttive dell'Unione europea, ad alimentare con dati uniformi l'istituto comunitario Eurostat2.

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Il primo riscontro resta relativo agli ultimi dati disponibili, riferiti al 2012, e mostra come il numero di imprese sia rimasto del tutto invariato rispetto a quello accertato attraverso il Censimento 2011 (tavola 3). A cambiare sono stati semmai i rapporti fra i quattro diversi segmenti, con quello della produzione tornato per la prima volta dopo otto anni (ma nel 2003 e fino al 2007 il dato includeva anche le aziende di post-produzione) sotto l'incidenza del 70%, così come in graduale arretramento appaiono le case di distribuzione e le società di gestione dell'esercizio.

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Per quanto riguarda la tipologia dimensionale si può prendere come riferimento la classificazione di matrice comunitaria che articolando diversamente la tradizionale ripartizione fra piccola, media e grande industria ha introdotto una nuova categoria denominata "microimprese", prodotta dalla suddivisione delle imprese minori – da 0 a 9 addetti o da 0a2milionidieurodifatturato–induefasce:da 0 a 1 e da 2 a 9 per quanto riguarda gli occupati e fra 0-2 e 2-10 milioni a proposito dei ricavi (tavola 4)3. Anche sotto questo profilo il quadro è rimasto pressoché immutato, dal momento che rispetto al 2011 sono maturati due parziali trasferimenti di aziende, il primo a scendere dal cluster delle grandi (passate da 8 a 6) al bacino delle medie – da 71 che erano sono diventate 67 – e di qui il secondo al range delle piccole, aumentate da 413 a 419. Sono piccoli numeri, relativi peraltro alla sola parametrazione occupazionale, perché la distribuzione in base al valore della produzione e del fatturato ha mantenuto la stessa fisionomia dell'anno precedente.

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2Asia è un osservatorio basato sull'elaborazione di valori medi annui (e non assoluti) destinato fin dalla sua istituzione nel 1996 ad alimentare con dati uniformi l'istituto comunitario Eurostat. In seguito a una successione di raccomandazioni e indicazioni del Parlamento europeo e del Consiglio d'Europa, l'architettura del sistema è stata progressivamente riformata fino alla sua adozione nel 2011, che ha portato all'elaborazione del suo primo completo database nella versione aggiornata.
3La classificazione delle imprese per classi dimensionali con l'introduzione della fascia denominata "microimprese" è frutto di una disposizione normativa introdotta nel 2005 allo scopo di individuare le aziende di dimensioni davvero minime alle quali riservare una quota delle risorse investite nel quadro degli interventi promossi a Bruxelles a sostegno dello sviluppo dei settori manifatturieri e dei servizi, articolando diversamente la tradizionale ripartizione di riferimento fra piccola, media e grande industria. Al di là della sua adozione in ambito UE e dei riflessi sull'attività degli enti nazionali di rilevazione, la direttiva ha assunto col tempo una certa valenza nel finalizzare le politiche di supporto alle aziende familiari e all'imprenditoria giovanile, di comune interesse a molti Paesi della stessa UE caratterizzati – come l'Italia – dalla diffusa prevalenza di mini-unità produttive e alle prese con un ciclo economico non propriamente favorevole.

 

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