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Report 2014
Report 2013
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Report 2011
Report 2010
Report 2009
Report 2008
Report 2014

Prima parte - La politica istituzionale

Seconda parte - Il mercato dell'offerta

Terza parte - Le risorse del settore

Quarta parte - L'intervento pubblico

Quinta parte - Il mercato della domanda

Sesta parte - Il sistema produttivo

Settima parte - Il mercato del lavoro

Panorama internazionale

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fondazione ente dello spettacolo
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» Report 2014
Sesta parte - Il sistema produttivo
Imprenditori attività e gestione d'impresa
Capitolo 9 - La società industriale
Apparato e tessuto delle imprese

Fra il 2013 e il 2014 è tuttavia intervenuta, come ovvio, una serie di avvenimenti che può aver contribuito a modificare la conformazione del tessuto imprenditoriale. Non solo la congiuntura economica ha continuato a permeare tutti i settori produttivi, ma il comparto cinematografico nello specifico ha vissuto un 2013 foriero di grandi risultati al botteghino, cui ha fatto seguito però una stagione 2014 di tutt'altro tenore (come indicano i dati riportati nei capitoli successivi).
Un riscontro indiretto può essere ricavato attraverso la composizione del parco aziende in due bacini di diretto riferimento all'industria del cinema, relativi da un lato al regime fiscale degli studi di settore e dall'altro al sistema previdenziale della Gestione ex Enpals che fa capo ora all'INPS, l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. In entrambi i casi si tratta di platee di soggetti che aderiscono volontariamente (salvo un atto impositivo da parte delle due istituzioni) sia all'adozione dello strumento di tassazione previsto dall'amministrazione tributaria sia all'iscrizione ai ruoli dell'ente di previdenza del settore dello spettacolo, e quindi i dati complessivi possono essere influenzati dall'eventuale turnover fra nuovi ingressi e uscite di soggetti diversi dai due repertori.

Nel 2013 il parco aziende è rimasto invariato. Nel caso delle imprese censite dalla banca dati degli studi di settore si rilevano due trend particolari. Il primo è attinente al numero di soggetti del 2013, che coincide esattamente con quello accertato nel 2012. Il secondo consiste nel trasferimento di un novero di sette contribuenti dall'alveo delle ditte individuali, ossia società di persone, a quello delle persone fisiche, come a seguito di un diverso inquadramento conseguente alla variazione degli assetti e dei volumi delle attività svolte (tavola 5).

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Anche dai consuntivi della Gestione ex Enpals affiora relativamente al biennio 2012-2013 una lievissima variazione del numero di unità produttive, pari all'1,00%, ma di segno positivo e in chiara controtendenza rispetto all'andamento generale delle attività di spettacolo che registrano nel 2013 una seconda sensibile e consecutiva contrazione (-5,15% dopo il precedente -4,79%) di società operative (tavola 6). In virtù di questi trend contrapposti il cinema vede riaffermata la sua leadership rispetto agli altri comparti artistici e in parallelo rafforzato il suo peso percentuale sul totale del settore, salito oltre la soglia del 16%, dopo aver oltrepassato in rapida successione nel 2012 e nel 2013 quelle del 15% e del 14%.

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Per il 2014 previsti numeri stabili. Riguardo agli eventuali assestamenti della rete dell'industria cinematografica nel 2014, un'ulteriore indicazione può essere tratta dal Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, attraverso le elaborazioni della banca dati Movimprese, dedicata a monitorare l'evoluzione dell'iniziativa imprenditoriale in tutti i settori produttivi del Paese. Anche in questo caso si tratta di riferimenti parziali, in quanto il campo d'osservazione delle rilevazioni comprende insieme al comparto cinematografico anche quello musicale, che con una presenza media di 1.700 società attive rappresenta una quota oscillante fra il 17% e il 18% sul totale complessivo (tavola 7). Al di là di alcune sporadiche divaricazioni l'andamento anagrafico costruito attraverso i database delle Camere di Commercio vale ad attestare comunque la sostanziale stabilità dell'apparato imprenditoriale del cinema, con un flusso in entrata superiore per intensità all'arrivo di nuove realtà riscontrato nei cinque anni precedenti.

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